Ambientazioni Virtuali 3D: tutto quello che devi sapere su VR e simulazioni Immersive

Le ambientazioni virtuali 3D stanno rivoluzionando il modo in cui viviamo esperienze digitali. Dal gaming all’educazione, dal turismo alla medicina, le tecnologie immersive aprono scenari sempre più concreti. Ma cosa significano davvero termini come VR, metaverso o Digital Twin? E quali sono i rischi e le opportunità?

Cos’è un’ambientazione virtuale 3D?

È uno spazio digitale tridimensionale in cui l’utente può muoversi, esplorare, interagire. Può essere un museo ricostruito in VR, un’aula virtuale, una sala riunioni o un videogioco.

Qual è la differenza tra VR, AR e MR?

Che cosa significa “immersivo”?

Un’esperienza immersiva è quella in cui ci si sente “dentro” lo scenario virtuale, grazie a visori, audio spaziale, interazioni realistiche e tracciamento dei movimenti.

Cos’è un metaverso e come funziona?

Il metaverso è un universo digitale persistente e condiviso, dove gli utenti possono interagire tra loro e con l’ambiente tramite avatar. Può contenere spazi per socializzare, lavorare, giocare o apprendere.

Che ruolo hanno gli avatar nei mondi virtuali?

L’avatar è la rappresentazione digitale dell’utente. Può essere personalizzato e serve a comunicare, muoversi e agire negli ambienti 3D.

Tecnologie e dispositivi

Quali visori VR sono compatibili con le ambientazioni 3D?

I principali dispositivi sono Meta Quest, HTC Vive, Valve Index, Pico e PlayStation VR, ognuno con specifiche e compatibilità diverse.

Serve un computer potente per usare la realtà virtuale?

Dipende dal visore. Alcuni funzionano in modo autonomo (standalone), altri richiedono un PC ad alte prestazioni con scheda grafica avanzata.

Come funziona il tracciamento dei movimenti?

I visori e i controller usano sensori e fotocamere per rilevare posizione, movimenti delle mani, rotazione della testa e perfino il cammino dell’utente.

Che cos’è il motion sickness e come si evita?

È una sensazione di nausea causata da un disallineamento tra movimento percepito (visivamente) e movimento reale. Si può ridurre con un framerate stabile, esperienze ben progettate e pause frequenti.

Contenuti ed esperienze

Che tipo di contenuti posso esplorare in VR?

Tour virtuali, film immersivi, giochi, esperienze educative, simulazioni mediche, ambientazioni aziendali, formazione tecnica e tanto altro.

Tutti i videogiochi sono compatibili con la realtà virtuale?

No, solo quelli sviluppati per la VR o compatibili tramite adattamenti. La VR richiede interfacce e meccaniche specifiche.

Posso creare la mia ambientazione virtuale personalizzata?

Sì. Esistono piattaforme (come Unity, Unreal Engine, o soluzioni come Advepa 3D) che permettono di progettare mondi su misura, anche senza esperienza tecnica avanzata.

Esistono ambientazioni educative o professionali?

Assolutamente. Le ambientazioni virtuali sono utilizzate in scuole, università, aziende e centri di formazione per simulare ambienti di apprendimento coinvolgenti e realistici.

Sicurezza e privacy

I dati personali sono al sicuro nei mondi virtuali?

Dipende dalla piattaforma. È fondamentale verificare la gestione della privacy, la criptazione dei dati e le politiche di accesso degli ambienti utilizzati.

Come si gestisce l’identità digitale?

Con account personali e avatar. Alcune piattaforme permettono di collegare wallet crypto o credenziali aziendali, ponendo nuove sfide sulla sicurezza digitale.

Quali sono i rischi legati all’uso prolungato della VR?

Oltre al motion sickness, si segnalano affaticamento visivo, isolamento sociale e, in alcuni casi, disconnessione dalla realtà. Come per ogni tecnologia, è essenziale un uso consapevole.

Applicazioni pratiche

Come vengono usate le ambientazioni 3D nella formazione?

Per simulare ambienti complessi (ospedali, fabbriche, scuole), testare procedure, allenare competenze tecniche e soft skills in contesti realistici ma sicuri.

Quali sono gli usi nella medicina, architettura o turismo?

Che cos’è un gemello digitale (Digital Twin)?

È una replica virtuale di un oggetto, struttura o sistema reale, aggiornata in tempo reale tramite dati IoT. Si usa in industria, ingegneria, medicina per monitoraggio e simulazione.

Il Ministero dell’economia EAU apre la sua sede virtuale

Sempre più realtà comprendono il potenziale della realtà virtuale: il ministero dell'economia EAU apre la sua sede nel metaverso. In particolare colgono il pregio di poter raggiungere tutte le parti del mondo con un solo progetto ubicato in un singolo posto.

Lo sanno bene gli Emirati Arabi Uniti, che  il 18 luglio 2022 hanno dato il via alla strategia legata al Metaverso. Il governo di Dubai punta, infatti, a creare 40.000 posti di lavoro nel settore del virtuale entro il 2030.  

La sede nel Metaverso del Ministero dell'Economia degli Emirati Arabi Uniti 

È notizia recente quella che annuncia la locazione della nuova sede del Ministero dell'Economia degli Emirati Arabi Uniti (EAU).

Tale Ministero ha infatti reso noti di aver aperto una succursale in un luogo facilmente raggiungibile da chiunque sia in possesso di una connessione internet: il Metaverso. Il progetto fa parte della strategia Metaverse del governo di Dubai. 

La composizione della nuova sede

Il 28 settembre 2022 nel corso dell'Assemblea del Metaverso di Dubai, riporta Gulf News, Abdulla bin Touq Al Marri, ministro dell'Economia degli Emirati Arabi Uniti, ha fatto fare ai presenti un primo tour della nuova sede del Ministero dell’economia EAU nel metaverso. 

I partecipanti hanno potuto dare un primo sguardo ai due piani che costituiscono la nuova sede, che comprendono anche;

All’interno degli spazi della sede del Metaverso del Ministero sarà possibile svolgere tutte quelle attività che hanno luogo nelle due sedi fisiche. I visitatori potranno reclamare l’attenzione di un dipendente della struttura munendosi di un biglietto. Tra le opzioni possibili c’è anche quella di firmare documenti legalmente vincolanti. 

Hermès si prepara ad andare virtuale

METAVERSO HERMÈS – Sul mercato sono sempre più le aziende e i grandi marchi che stanno iniziando a compiere manovre per entrare nella realtà virtuale più immersiva che conosciamo. Sì, perché l’idea del Metaverso affascina e promette concrete opportunità di crescita per chi ne fa e farà parte. Sono già in forte crescita il quantitativo di realtà che compiono azioni per entrare a farne parte. 

Come Hermès si prepara a entrare nel Metaverso 

Il mondo della moda, dallo sportswear ai marchi luxury, presenta già molti brand ben inseriti all’interno del Metaverso. Secondo i dati raccolti da Dune Analytics, marchi come Nike, Gucci, Dolce & Gabbana, Adidas e Tiffany & Co., sono arrivati ad accumulare 260 milioni di dollari grazie alla vendita degli NFT

Alla pubblicazione di questi dati è seguita la notizia di un'iniziativa del famoso brand Hermès che fa pensare che anche il marchio francese sia pronto a seguire la concorrenza nel Metaverso. Il 26 agosto 2022, infatti, l’azienda transalpina ha depositato una domanda di brevetto presso lo United States Patent and Trademark Office (UPTSO), ufficio brevetti statunitense. In particolare sono stati depositati:

Hermès corre ai ripari

A fare notizia non è stata tanto l’iniziativa di Hermès, quanto il tempismo con cui è arrivata. Infatti l’azione non ha seguito solo i dati pubblicati da Dune Analytics, ma soprattutto è arrivata dopo la presentazione di una causa contro Mason Rothschild, fondatore di MetaBirkins

Rothschild sarebbe colpevole di aver utilizzato il marchio Birkin, appartenente alla casa Hermès, per fare soldi dalle vendite della sua collezione NFT MetaBirkins. Nella denuncia il marchio francese afferma che la collezione di NFT induce gli acquirenti a far credere che sia un prodotto di Hermés stesso, accostando impropriamente il termine Birkins al prefisso Meta. 

C’è virtuale e virtuale: cos'è la realtà virtuale?

Già da anni il mondo della realtà virtuale ha cominciato a farsi avanti nelle nostre vite, ma il lancio finale è stato dato dalle restrizioni imposte dal Coronavirus. Per più di un anno ormai siamo stati costretti a svolgere tutte le attività all’interno della nostra abitazione.

Il web ci ha permesso di rimanere in collegamento e di raggiungere anche spazi e luoghi che ci erano altrimenti preclusi, anche prima del Covid. Quello che abbiamo trovato in rete, però, è un amalgama di prodotti diversificati erroneamente proposti con lo stesso nome: Realtà Virtuale.

> Rossano da quanto tempo fai parte del team di Avepa Communication?

Sono entrato a far parte di Advepa, come responsabile commerciale, ormai 12 anni fa, quando l’azienda ancora si occupava solo di online reputation.

> Oggi Advepa Communication non fa solo quello?

No, da 8 anni l’azienda ha preso anche una strada parallela. Siamo riusciti a perfezionare ed ottimizzare le tecnologie per effettuare ambientazioni virtuali 3D e renderle anche facilmente fruibili dal web.

Grazie a questa intuizione, ripresa dal mondo dei videogiochi, da diversi anni a questa parte offriamo al mercato degli eventi e delle fiere un prodotto in grado di ricreare un'ambientazione reale completamente online.

I nostri clienti possono personalizzare gli spazi a loro piacimento e i loro clienti possono girare all’interno degli spazi grazie a degli avatar.

> Quindi non vi siete lanciati nel mercato solo dopo le esigenze dettate dalla pandemia?

Esatto, noi siamo nel mercato da ormai quasi una decade. In Italia siamo stati tra i primi a lanciare questo tipo di tecnologia. Gli anni passati ci hanno permesso di perfezionare e affinare le nostre intuizioni e i nostri prodotti.

La pandemia da Coronavirus non ha fatto altro che dare l’occasione al mercato di conoscerci e di capire che non può più fare a meno della nostra tecnologia. Siamo ben consapevoli che una volta che tutto questo sarà finito le persone vorranno tornare con più forza agli eventi reali.

Però allo stesso tempo hanno compreso quanto il mondo della realtà virtuale 3D costituisca un’opportunità a cui non rinunciare.

Credo che saranno molti coloro che sceglieranno una soluzione ibrida in futuro: eventi in presenza paralleli ad eventi virtuali.

> Puoi spiegarci meglio cosa intendi per soluzione ibrida? 

Per ibrido intendo il proporre tutto quello che già facevamo 10 anni fa quando il Covid-19 non sapevamo cosa fosse. Noi non ci occupiamo dell’evento fisico, poiché è in mano a terzi. Quello che facevamo e che faremo è iniziare pensando al lancio dell’evento e alla sua pubblicità.

Durante la manifestazione fisica ci occuperemo di organizzare proposte sul web pensate per coloro che per motivi geografici, economici, ecc., non possono essere presenti. Gli eventi online in questo caso sono pensati sia per il brand che non può allestire, sia per i clienti che non possono esserci fisicamente.

Questa opportunità ovviamente è aperta anche a quei brand/sponsor che saranno presenti fisicamente all’evento, ma che vogliono raggiungere maggiore visibilità, cosa che l’evento virtuale ti permette di ottenere.

La nostra proposta però guarda non solo al passato e al presente dell’evento, ma anche al suo futuro. Infatti durante l’evento possiamo occuparci di raccogliere e riunire quelli che una volta erano i biglietti da visita di ogni persona/brand.

In questo modo una volta concluso l’evento, sarà possibile avere in un unico posto tutte le informazioni e i contatti dei partecipanti, così che coloro che ne abbiano bisogno possano avervi accesso.

> Se oggi facciamo una rapida ricerca online sugli eventi virtuali sono migliaia le soluzioni che ci vengono proposte

Sì, con il Covid-19, sembra che tutti abbiano cominciato ad entrare nel mondo della realtà virtuale. Ma è davvero così?

> Che cosa intendi?

Quello che voglio dire è che molti spacciano le loro offerte per realtà virtuale, ma in verità fanno altro. Quello su cui dovremmo fare chiarezza, forse, è il seguente punto: cos'è davvero la realtà virtuale.

Virtuale non è tutto ciò che è in rete. Non fanno virtuale tutti quelli che ti propongono un sito, una cartina interattiva o una zoomata particolare.

Infatti sotto il nome di realtà virtuale ci sta tutto quello che ti permette di vivere un’esperienza immersiva all’interno di uno spazio che ricrea un mondo simile a quello che ti circonda.

> Un cliente che vuole creare un’ambientazione virtuale come fa a non cadere nella rete di chi propone prodotti non realmente 3D?

Proprio qui sta il problema. Solo quelle tecnologie che riescono a trasporre il mondo reale in virtuale e farti interagire con esso possono dirsi realtà virtuale.

Un neofita, il quale si affaccia per la prima volta su questo mondo, non è in grado di fare distinzioni. Potrebbe acquistare un prodotto che non è quello desiderato, invogliato dal prezzo conveniente.

Ovviamente il prezzo di un prodotto che non è di realtà virtuale sarà inferiore rispetto ad un prodotto virtuale a tutto tondo. Il prezzo vantaggioso è il primo amo che chi vuole fregarti lancia per farti cadere nella sua trappola.

> Ma come si può capire allora la differenza?

Quando si conosce la verità, molto facilmente si vede la differenza. Realtà virtuale è tutto quello che propone in un ambiente tridimensionale la realtà e ti permette di interagire con essa.

All’interno di uno spazio virtuale ci si può muovere con il nostro avatar scegliendo indipendentemente cosa vedere e dove andare. È possibile parlare con gli altri avatar che incontriamo, aprire menù interattivi, ad esempio.

In alcuni spazi ben ricreati è possibile anche cambiare canale alla tv, accendere il camino, cambiare i quadri alle pareti, accendere e spegnere le luci. Nei casi in cui si fa utilizzo di visori oculus allora la cosa diventa ancor più interattiva.

Se il prodotto che ci viene proposto non ci permette di fare questo, allora non è vera realtà virtuale. Ci sono, infatti, delle tecnologie che possono simulare la realtà virtuale, ma che non lo sono.

Ad esempio la tecnica delle fotografie e dei tour virtuali a 360°. L’utente in questo caso si trova immerso nella realtà reale, ma può solo vedere l'ambiente circostante senza potervi interagire.

La direzione presa dallo spazio non è scelta dall’utente, ma dallo spazio stesso. Si passa così da essere personaggi attivi nel paesaggio ad essere passivi.

> Cosa proponi per poter provare a risolvere questo problema del mondo della realtà virtuale?

La prima soluzione che mi viene in mente è cominciare a chiamare le cose con il proprio nome. La seconda cercare di istruire il cliente a capire cosa si intende veramente per realtà virtuale.

Se si cerca un prodotto di realtà virtuale bisognerà trovare ambienti 3D dove ci sia la vera libertà di movimento.