La lettura è sempre più immersiva

Dopo moda, food&beverage e sport, anche l'editoria entra nel Metaverso per una lettura più immersiva che grazie alla digitalizzazione sembra stia vivendo una nuova giovinezza.  

La nuova classe di lettori

Il digitale e la multicanalità sensoriali sono diventati fondamentali per i più giovani e sono a capo del cambiamento del mercato degli acquisti, che si dirige sempre di più verso l’esperienza immersiva e la digitalizzazione. Giovani che in maniera crescente si interessano alla lettura. Nel 2019 ad esempio il 54,1% dei lettori faceva parte della categoria 15-17 anni, il 56,6% era tra gli 11 e i 14 anni. Percentuali in netta crescita tre anni dopo grazie anche al fenomeno del #BookTok, che grande slancio sta portando al settore dell’editoria. 

Il fenomeno #Booktok

L’hashtag #BookTok è un fenomeno diffuso sulla piattaforma social TikTok, che fa registrare 75 miliardi di visualizzazioni a livello globale e 1 miliardo a livello italiano. Si tratta di un trend nato nel 2020 per riunire in una sola community lettori appassionati e neo avventori del settore costretti a stare lontani per le restrizioni dovute alla pandemia. 

Grazie al #BookTok moltissimi classici blasonati, letture con date di pubblicazioni poco note, novità in libreria hanno scalato velocemente le classifiche diventando best seller, anche molti anni dopo la prima stiratura. 

Il valore economico dell’editoria

I 1,701 miliardi di euro di vendite a prezzo di copertina e 115,6 milioni di copie acquistate, fatti registrare nel 2021 dal settore editoriale - dati raccolti dal rapporto dell’Associazione Italiana Editori - non sono tutti dovuti al fenomeno del #BookTok e dall’avvento dei nuovi lettori, ma ne inglobano una fetta importante. Dal report di AIE inoltre si registra un altro dato importante a favore della transizione verso una lettura più digitale: il +11% dei fruitori di audiolibri avvenuto nel 2021 rispetto al 2020. 

L’importanza del settore digitale nell’editoria è confermata da Federico Frattini, Dean di POLIMI Graduate School of Management che afferma: 

“È proprio grazie al digitale se il settore dell’editoria sta vivendo un nuovo slancio. I dati AIE del 2021 dicono che il mercato vale 1,7 miliardi di euro ed è in forte crescita rispetto al 2020, tanto che l’Italia si conferma così la sesta editoria nel mondo e la quarta in Europa. Assistiamo frequentemente alla nascita di nuovi prodotti editoriali che stanno riconfigurando il mercato editoriale, anticipando trend e tendenze per i prossimi anni”. 

Sono proprio questi dati e l’interessamento verso l’editoria da parte di un pubblico sempre più giovane a spingere il settore verso il Metaverso, mercato che, una stima di Bloomberg, valuta che potrebbe raggiungere 800 miliardi di dollari nel 2024. 

Metabooks, la prima libreria nel Metaverso

Ci sono già dei primi esempi di editoria maggiormente digitale. È il caso di Metabooks. Nasce dall’idea della libreria coreana del Kyobo Book Center che il 13 dicembre aprirà i battenti della propria controparte virtuale. 

Grazie alla realtà virtuale immersiva 3D i visitatori potranno visitare Metabooks avendo l’illusione di trovarsi nella sede reale di Gwanghwamun a Seoul. Una telecamera omnidirezionale ha ‘scannerizzato’ e dato vita in digitale a tutto ciò che è presente nella libreria reale - ambienti, scaffali, libri, album, quaderni… - e trasportato tutto nel Metaverso. 

Visitando la libreria con il proprio avatar i clienti possono osservare da vicino l’offerta proposta e acquistare gli articoli a cui sono interessati direttamente dal Metaverso. 

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Il Metaverso accoglie il food made in Italy

Nasce il Virtual Store Loft Italy che porta il food made in Italy nel Metaverso. I turisti potranno avere accesso a esperienze uniche legate al mondo del cibo, dall’acquisto di prodotti a vere e proprie cooking class. 

Il settore food&beverage e il mercato del Metaverso

Il cibo non è solo una necessità per vivere, è anche un’esperienza. Un'esperienza che cambia sempre e deve incontrare il più possibile le esigenze dei consumatori. Secondo il report di EY – Future Consumer Index – il 72% dei consumatori conduce una vita più casalinga rispetto al pre-pandemia ed il 53% afferma di recarsi sempre meno frequentemente nei negozi fisici.


Poteva quindi il settore del food&beverage rimanere esterno al Metaverso? Poteva rinunciare a un mercato che secondo Bloomberg Intelligence potrebbe offrire un’opportunità di investimenti capace di raggiungere gli 800 miliardi di dollari già nel 2024? Ovviamente no. Le aziende legate al settore alimentare già presenti nel Metaverso sono molteplici tra cui Pizza Hut, McDonalds. Adesso però anche il food made in Italy ha fatto il suo ingresso in questa innovativa realtà immersiva.

Il food made in Italy sbarca nel Metaverso

Immaginati mentre cammini all’interno di una galleria d’arte e ammiri le opere appese. Ogni rappresentazione è l'esatta riproduzione di un particolare cibo o pietanza e se ti avvicini vieni catapultato in un mondo diverso. È quello che succederà all’interno di questo particolare Virtual Store. Loft Italy è un’azienda italiana, con sede ad Aosta, che si occupa di gestire circa trenta case vacanza concentrate prevalentemente nel Nord Italia. Tra le numerose offerte che hanno scelto di mettere a disposizione dei propri clienti c’è anche quella del Metaverso. Virtual Store Loft Italy, questo il nome del Metaverso dell’azienda, si prefigge lo scopo di mettere il cibo made in Italy al centro del progetto, mostrandone ogni aspetto.

I numeri del Metaverso dedicato al cibo made in Italy

Al momento vi hanno aderito circa una sessantina di produttori locali provenienti da sette regioni italiane: Piemonte, Lazio, Lombardia, Trentino, Valle d'Aosta, Veneto e Toscana. Ma l’idea è quella di ampliare presto il bacino di utenza e spingersi anche verso il Meridione, partendo da città come Napoli e Palermo

Lo store virtuale ha già cominciato ad affascinare una fetta di pubblico importante, specialmente tra i turisti statunitensi, inglesi e francesi. In termini di transazioni effettuate l’obiettivo è quello di arrivare a circa 10 mila entro la fine del 2023. Per il momento non si è superato il migliaio di transazioni

Il Metaverso è il futuro dei social?

Il metaverso di Advepa è ospite della trasmissione di Sky TG24 e Will Media per capire come i social media stanno cambiando, con loro il modo di comunicare con i consumatori per le aziende e i brand.

Il futuro dei social media è però ancora un po’ offuscato e non si comprende quale tra le infinite possibili strade sarà quella imboccata per il futuro. Nella rubrica ‘What's Next’ realizzata in collaborazione tra Sky TG24 e Will Media, Silvia Boccardi ha cercato di capire se il futuro dei social media possa essere il Metaverso.

Per narrare lo studio, nel video pubblicato sul sito e sui social di Sky TG24 e Will sono state utilizzate anche immagini provenienti dai Metaversi di Avepa.

Il Metaverso è il futuro dei social? 

Oltre 4,6 miliardi di persone, più della metà della popolazione mondiale utilizza i social media. Ma i social stanno cambiando. Qualche mese fa Meta, l’azienda che oggi possiede quattro dei social più utilizzati al mondo, ha presentato il metaverso, uno spazio virtuale nel quale si è immersi a 360° e nel quale potremo interagire con le altre persone attraverso l’uso di avatar”.

È quanto emerge dalla ricerca condotta nella rubrica ‘What's Next’. Silvia Boccardi poi prosegue.

“Gli investimenti in app social sono sempre di più. Ma i social del futuro potrebbero essere molto diversi. Si stanno facendo sempre più importanti gli investimenti nel settore del Web3, un’idea tutta nuova di ‘internet decentralizzato’ dove le grandi aziende tecnologiche non avranno più tutto il potere e l’influenza che hanno oggi.

Grazie alla tecnologia blockchain, infatti sarà possibile creare piattaforme che renderanno obsolete le attuali ‘autorità centralizzate' come Google, Meta, Amazon. È proprio all’interno del contesto del Web3 che si inserisce il Metaverso.”

“In molti oggi considerano il Metaverso come l'evoluzione della nostra vita digitale: saremo connessi in maniera molto più realistica con amici e colleghi e accoglieremo la distanza che si crea ogni volta che guardiamo un contenuto o ci interfacciamo con una persona attraverso uno schermo.

C'è chi però pensa che il futuro dei social non sarà vivere in una realtà parallela - quindi nel Metaverso, ma vivere la nostra realtà in modo potenziato grazie alla realtà aumentata”.

La puntata di ‘Whats Next’ con il Metaverso di Advepa

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Uno store per il Metaverso: alla scoperta delle sue tecnologie

TECNOLOGIE METAVERSO - La trasformazione digitale è un processo che ha avuto inizio già prima della pandemia, ma che si è intensificato con essa. La spinta alle aziende per diventare sempre più digitali, però è stata data da Zuckerberg con il suo annuncio dello sviluppo del Metaverso. Adesso che i proprietari di negozi investono sempre di più nel digitale, il colosso tech ha invece attuato un’inversione di rotta. Sta, infatti, per aprire i battenti il primo negozio fisico targato Meta.

Lo store fisico di Meta

Il primo store fisico Meta è stato inaugurato il 9 maggio in California, vicino alla sede della divisione Reality Labs, luogo nevralgico dello sviluppo del Metaverso. Si tratta di uno spazio di 150 metri quadri ai quali si aggiungono aree per fare videochiamate con i dipendenti del negozio. Tutte le esperienze presentate nello store sono pensate per far testare ai clienti che vi accederanno le tecnologie necessarie, e sviluppate da Meta, per vivere l’esperienza del Metaverso a 360°. Sarà infatti possibile testare i Portal, giocare a ‘Beat Saber' o altri titoli sul visore per realtà virtuale Quest2 e provare gli occhiali della fotocamera connessi di Ray-Ban. Ma vediamo più in dettaglio come funzionano queste tecnologie. 

Le tecnologie di Meta presentate nello store

Quest2

I visori permettono di interagire all’interno del Metaverso. Si tratta di una tecnologia altamente innovativa capace di creare la percezione di vivere delle vere e proprie esperienze. Il suo utilizzo avviene grazie a dei sensori in grado di riconoscere i movimenti svolti nella realtà e li replica nell’ambiente digitale. Alcune versioni prevedono anche l’utilizzo di controller che rendono ancora più reale la replica dei movimenti. In loro utilizzo inoltre sta prendendo sempre più campo, tanto che in futuro potrebbero essere ampiamente usati in numerosi altri ambiti, compreso quello medico. 

La tipologia di visori maggiormente conosciuta è l’Oculus, prodotto dall’omonima azienda acquistata nel 2014 da Mark Zuckerberg e dal gruppo Meta al fine di studiare nuove tecniche di produzione e realizzazione tali da renderne il costo in futuro più accessibile alle tasche di tutti i consumatori. Nel 2019 sono stati venduti meno di 10 milioni di oculus, nel 2023 le previsioni dicono che si arriverà intorno alle 38 milioni di unità commercializzate. I Quest2 non sono altro che una tipologia di Ocolus, con un Hardware di livello superiore che offre facilità di configurazione e sicurezza d'uso. 

Portal

Portal sono videocitofoni e display video intelligenti sviluppati dalla società Meta e lanciato sul mercato nel 2018. Attraverso Porta è possibile effettuare videochiamate smart su WhatsApp e Messenger, come su Teams, GoToMeeting, BlueJeans, Webex, or Zoom Il suo utilizzo viene attivato principalmente con l’uso della voce grazie all’integrazione con Alexa di Amazon. Una delle principali varianti di Portal, che lo differenzia dai prodotti competitor, è Portal Go. Si tratta di display video alimentato da una batteria ricaricabile, quindi è possibile spostarlo da una stanza all'altra. Le principali caratteristiche di Meta Portal sono: 

Occhiali smart Ray-Ban

Il 9 settembre 2021 sono stati lanciati sul mercato i Facebook Glasses, o meglio i “Ray-Ban Stories”. Sono visori ultra innovativi che integrano la realtà aumentata a dei semplici occhiali da sole della nota marca. Tramite questo, apparentemente, normalissimo paio di occhiali è possibile scattare foto e registrare video da condividere sulle piattaforme social. Le loro funzionalità non finiscono qui. Vi sono integrate anche casse e microfoni che permettono di effettuare chiamate o ascoltare musica. 

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5 verità sul Metaverso

METAVERSO - Mentre il metaverso si espande in varie direzioni, il nostro gruppo ha scelto di intraprendere un percorso ben preciso: quello di sviluppare idee che fanno la differenza per il business. Noi di Advepa cerchiamo di creare un modo di conoscere tramite le esperienze virtuali 3D che sia modellato sulle necessità delle aziende e in grado di creare un corretto equilibrio tra lavoro e vita privata. Noi andiamo avanti, ma c’è ancora chi deve cominciare a prendere dimestichezza con cosa sia il Metaverso e le prospettive di crescita. Quindi vogliamo aiutarvi a fare amicizia con questo concetto partendo da alcuni numeri. 

1992

Il termine metaverso deve la sua origine al romanzo di Neal Stephenson, “Snow Crash”, pubblicato nell 1992. Nel romanzo il metaverso altro non è che un “digital twin” del mondo reale. Un'immensa sfera nera, tagliata in due all’altezza dell’equatore. In questo metaverso minimale c’è un’unica strada percorribile attraverso una monorotaia. Il fascino del metaverso risiede nel velo di mistero che lo avvolge e nelle infinite possibilità di espansione che lo caratterizzano.

Nel 2011 un altro metaverso prende vita nel romanzo Ready Player One, a cui seguirà anche un adattamento cinematografico. 

Il concetto di metaverso si stacca dalla letteratura e approda nel mondo dei videogiochi, con i MMORPG, Massively multiplayer online role-playing game. 

Il mondo cinematografico però ne è talmente tanto affascinato però da dare vita ad una serie tv, originale Amazon Prima, dal titolo: Upload. In queste serie viene immaginato un un mondo in cui gli esseri umani possono vivere per sempre come avatar digitali in lussuosi mondi virtuali simil-metaverso, caricando la propria coscienza su una sorta di simulazione al computer. Le persone a loro legate possono interagire con i propri cari “upload” grazie all’utilizzo di visori e, in alcuni casi, anche particolari tute sensoriali capaci di riprodurre il senso del tatto all’interno dei mondo virtuali.   

1 su 4

Un italiano su 4 dichiara di essere consapevole di cosa sia il Metaverso e ritiene pure che possa essere l’evoluzione del web. Ci si aspetta che porti miglioramenti al nostro modo di fruire lo spazio virtuale rendendolo maggiormente coinvolgente e accessibile. 

800 miliardi 

Sono i guadagni che si otterrano dal Metaverso entro il 2024. Il 56% di intervistati dalla società Sensemakers dichiara che le aziende fanno bene ad investire nel metaverso. A loro dire si tratta infatti di un’opportunità di crescita in grado di moltiplicare i fatturati delle imprese. Gli esperti dichiarano che ci saranno forti prospettive di crescita nel metaverso.

C’è infatti chi dichiara che:

“Il Metaverso è molto più dell’evoluzione verso cui sta andando naturalmente il web. Si tratta infatti del luogo dove è possibile far crescere un vero e proprio business, un’economia digitale” – Rossano Tiezzi.

80%

Controllando sempre i dati della ricerca effettuata dalla società Sensemakers 80% degli italiani lo immagina come possibile "sottrattore" di tempo e attenzioni alla quotidianità. E non è l’unico elemento negativo evidenziato. Il 30% degli intervistati ritiene infatti che il mondo virtuale non farà altro che amplificare le diseguaglianze economiche e sociali, andando a favorire esclusivamente le società tecnologiche.

85 milioni

Ancora oggi non esiste una versione del Metaverso esattamente uguale a quella proposta da Mark Zuckerberg, ma tante piccole realtà. Un esempio tra i più famosi è Decentraland all’interno del quale sono stati spesi 85 milioni di dollari per acquistare beni immobiliari. A questi vanno aggiunti circa 7.5 miliardi spesi da 6mila utenti nel giro di tre mesi sulla stessa piattaforma. 

Un altro Metaverso è Sandbox molto nominato durante la settimana della moda. Lo store fisico della casa di moda United Colors of Benetton, posto in Corso Vittorio Emanuele, è stato allestito allo stesso modo dello store presente nel Metaverso, capovolgendo così l’esperienza immersiva. Infatti, diversamente dal solito, non è stato il virtuale a riprodurre il fisico, ma viceversa.

All’interno del negozio di Sandbox non era possibile fare shopping. Vi sono, però, state allestite numerose attività di gaming, con premi da accumulare per acquistare nello store fisico.

Vinophila ospita il webinar: "Vino, moda e design”

Il settore vitivinicolo italiano è impegnato in un percorso di conquista della giusta corrispondenza tra valore intrinseco e riconoscimento economico, da qui nasce l'idea del webinar di Vinophila per un dialogo con il settore del vino con moda e design italiani, già capaci di colmare il gap che vedeva l'inventiva e l'eccellenza sartoriale penalizzate dal prezzo di mercato. 

Vinophila, il primo metaverso dedicato al vino

Vinophila è il primo metaverso dedicato al vino, realizzato dalla start-up Labhornet Srl in collaborazione con Advepa, azienda leader di mercato nella Realtà Immersiva per il settore Business.

Un expo coinvolgente e innovativo, dal respiro internazionale che, attraverso una realtà immersiva e rappresentazioni 3D, si propone di eliminare la distanza tra virtuale e reale in modo intuitivo, divertente, sicuro e sostenibile.

L’evento di inaugurazione di Vinophila si aprirà con un webinar dal titolo: “Dialogo tra eccellenze italiane: vino, moda e design”. Ospiti di rilievo del wine, del fashion e dell’arredamento dialogheranno guidati dal moderatore Beppe Giuliano, direttore responsabile di The Italian Wine Journal.

Gli ospiti di “Dialogo tra eccellenze italiane: vino, moda e design”

L’evento di inaugurazione si svolgerà giovedì 17 marzo dalle ore 16:30 alle 18. I partecipanti condivideranno storie e strategie di successo adottate dai rispettivi settori sui mercati internazionali, offrendo spunti utili a valorizzare e veicolare la qualità della filiera vitivinicola italiana. Ecco la lista dei relatori.

La forza di Advepa? Le sue donne

8 MARZO DONNA - Un ragionamento sulla figura femminile negli ultimi anni è legato ai dati sull’incremento delle professionalità in rosa all’interno delle materie scientifiche e tecnologiche, cosiddette “stem”. Un settore da cui storicamente le donne sono state più o meno inconsciamente escluse oppure tenute lontano, perché giudicate non adatte a certe materie. Come riporta Il Sole 24 Ore, anche in Italia nella scelta del proprio percorso universitario il 54% delle ragazze afferma di amare la scienza, ma si giudica poco adatta a tale campo di studio. Sono dati ricavati da una ricerca realizzata da Ipsos per Save the Children.

L'intrigante psicologia dietro l'8 marzo

L’8 marzo, come ogni ricorrenza, può rappresentare una vuota e ripetitiva celebrazione rituale oppure può essere caricata di un significato alto e insostituibile. Un rametto di mimosa - pianta semplice, vivace, profumata che fiorisce in questo periodo dell’anno e che con il suo colore giallo intenso raffigura già di per sé l’energia vitale femminile - è il gesto-simbolo di questa giornata. Piuttosto che donare un fiore, l’obiettivo di questa ricorrenza dovrebbe essere quello di seminare un pensiero profondamente paritario. Sono state le femministe ex-partigiane Rita Montagna e Teresa Mattei ad averle regalate per la prima volta alla Festa della donna, anche se già secoli e secoli prima gli Indiani d'America avevano dato dei profondi significati simbolici all'iconico fiore giallo. Fiore che sembra fosse vicino all’edificio dove avvenne un tragico evento legato alla data dell’8 marzo.

Celebriamo la festa internazionale della donna in concomitanza con la data in cui in una fabbrica di camice di New York, in cui lavoravano moltissime operaie, scoppiò un tragico incendio. Per questo non è possibile fare una riflessione sulla Festa della Donna senza legarla alle condizioni sociali, professionali ed economiche che riguardano il genere femminile. Le parole sono fondamentali in questa lotta per la parità e per annullare il cosiddetto Gender Gap. Dietro alla scelta delle parole si comprende se esiste ancora un divario tra uomo e donna oppure se questo divario è stato colmato. Quando parliamo di “conquiste” raggiunte dalle battaglie femministe, significa che qualcosa che non necessariamente era considerato come un diritto naturale adesso lo è.

Le donne nel mondo delle materie STEM

I pregiudizi più alienanti sono quelli a cui sottendono le scelte delle donne stesse, che le rendono incapaci di raggiungere quella parità tanto invocata. Secondo i dati del ministero dell’Università, nel 2021 il 22% delle ragazze iscritte all’università ha scelto un corso Stem, in aumento rispetto agli anni precedenti. Sono cresciute soprattutto le immatricolazioni ai corsi di informatica e tecnologie Ict, che hanno registrato un +15.74%. Dati del 2020 forniti da Assolombardia ci dicono che le donne laureate in discipline STEM hanno un voto di laurea leggermente superiore rispetto a quello degli uomini (107,3 contro 106,4). Riescono inoltre a concludere il corso di laurea in misura maggiore (50% contro 48%). Performance accademiche che non trovo un riflesso adeguato nel mondo del lavoro. A un anno dalla laurea sono ben il 91,8% degli uomini laureati in facoltà STEM a lavorare contro l’89,3% delle donne. Le donne, in media, guadagnano mensilmente una cifra leggermente inferiore rispetto ai colleghi uomini.

I benefeci delle abilità tecniche femminili in aziende come Advepa

Il punto di vista femminile offre delle skills nel mondo della tecnologia che la rende più umana, ordinata e rispondente a criteri di efficienza. Tutto ciò aiuta esponenzialmente la crescita di questo tipo di business. Lo sappiamo molto bene noi di Advepa, azienda leader nel settore delle tecnologie immersive 3D. Siamo da sempre un'azienda che cerca talenti. Ci siamo accorti che a forza di inserire talenti, i ruoli di maggiore rilievo e di importanza strategica nella nostra azienda sono ricoperti da figure femminili. Sono giovani professioniste nei settori della tecnologia 3D, della grafica, delle risorse umane, della comunicazione. Per noi le donne sono al primo posto da sempre, perchè la loro competenza lo dimostra.

Rivoluzione Smart Working

SMART WORKING UFFICI VIRTUALI - Una rivoluzione nella rivoluzione. Da oltre un anno tutti noi abbiamo sperimentato il “lavoro agile”. Lo smart working sta seguendo un importante iter di regolamentazione a livello internazionale e allo stesso tempo sta continuando a crescere, a modificarsi, a migliorarsi. Proprio su questi temi l’azienda italiana Advepa, da 20 anni nel settore della realtà immersiva, ha scelto di investire risorse. Di puntare sulle imprese che stanno rafforzando lo smart working e che scelgono di dotarsi di una estensione digitale del loro business.

La rivouzione dello smart working passa dagli uffici virtuali

Il networking si rafforza e lo smart working non è mai stato così reale. L’ambientazione 3D di Advepa varca nuovi confini, sempre a braccetto con le esigenze del mercato.

Presto sarà online Sercam Digital Desk: gli uffici virtuali della azienda romana di consulenza aziendale.

Il settore delle consulenze sta incrementando la domanda e necessita sempre più di figure specializzate. Figure in grado di fornire risposte efficienti sulla possibilità di intercettare risorse e di gestire in maniera strutturata il proprio sistema tributario e fiscale. Sarà possibile lavorare da casa oppure in ufficio utilizzando un’ambientazione interattiva capace di connettere i clienti dello studio e gli stessi dipendenti tra loro. Il tutto all'interno di uno spazio moderno e luminoso. Incontrare i clienti per rispondere alle loro domande o organizzare un meeting tra colleghi. Tutto potrà avvenire effettuando un accesso con degli avatar personalizzati.

Le parole di Rossano Tiezzi, direttore commerciale di Advepa

“Guardiamo sempre al futuro, ma molte sfide si giocano sul presente - spiega Rossano Tiezzi direttore commerciale di Advepa e visionario del metaverso. Da tempo abbiamo compreso il grande fermento a livello internazionale sulla gestione del lavoro da remoto e ci siamo messi a creare soluzioni per renderlo più efficiente. Ci stiamo concentrando anche sugli eventi virtuali, come le grandi fiere. Per questo abbiamo ricevuto lo scorso ottobre il Premio Mobius di Lugano, riconoscimento importante per le opere multimediali e crossmediali di grande qualità. Dall’esperienza in questo settore e dall’incontro con Sercam Advisory - racconta Tiezzi - è nata la nostra idea di smart working e networking.

Anticipando il dibattito istituzionale in corso, anche in Italia, sul protocollo per normare lo smart working, da mesi il team di Advepa è impegnata nel dare un contributo concreto. Lo scopo è cambiare per sempre il mondo del lavoro: tutto diventerà più immediato, più semplice e anche, inaspettatamente, più sicuro. Basterà affidarsi a chi conosce potenzialità e insidie della realtà immersiva 3D.

"Con gli uffici virtuali che abbiamo creato - anticipa Tiezzi - sarà possibile ricevere informazioni sui servizi offerti, sfogliare i cataloghi disponibili, inviare una mail agli uffici, visualizzare video promozionali e presentazioni aziendali. Potremo fare questo accompagnati dai nostri avatar. Inoltre si potranno conoscere da vicino le skills professionali di ogni consulente dello studio. Per poter scegliere a quale professionista affidarsi, basta avvicinarsi ad uno schermo e leggere la descrizione.”

Il lavoro sinergico tra Advepa e Sercam Advisory

“La pandemia da Covid-19 ci ha portati a rivedere il nostro modo di lavorare e interagire, confermando la centralità e l’importanza che gli ambienti virtuali avranno nel prossimo futuro, soprattutto nell’ambito professionale - esordisce Marco Ginanneschi - Presidente Sercam Advisory. Per questi motivi, Sercam Advisory ha sviluppato la piattaforma di networking virtuale all’interno di Swiss Virtual Expo, uno degli eventi virtuali che maggiormente valorizzano questo tipo di novità e che mettono in dialogo i mercati di vari Paesi”.


Insomma il digitale rappresenta una grande opportunità e il concetto stesso di lavoro sta attraversando una rivoluzione irreversibile: non è più legato ad un badge, ma ad un risultato nel tempo.

“Non si tratta di sostituire il mondo reale - sottolinea Ginanneschi - ma di rendere più immersivo e funzionale il mondo digitale che già abitiamo da diversi anni.

Il lancio della piattaforma di networking digitale rappresenterà una rivoluzione, anche per le società di consulenza. Si tratta di un progetto rivolto a tutti, che offre la possibilità anche ai piccoli o medi studi professionali di fare rete per crescere insieme e ampliare il proprio business e pacchetto clienti.

“Per intraprendere questo viaggio nel futuro abbiamo scelto la solidità e l’esperienza di un partner tecnologico come Advepa - spiega ancora il presidente di Sercam Advisory -. In grado di fornire una tecnologia avanzatissima sugli ambienti dinamici in 3D, nell’organizzazione degli spazi virtuali, nell’immersione in un mondo mai visto prima, popolato di avatar e flussi digitali. Tutto questo senza mai rinunciare alla concretezza e soprattutto alla protezione dei dati personali e alla riservatezza delle informazioni."

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EXCO la fiera ibrida sull’eco-innovazione

EXCO VIRTUALE ECO INNOVAZIONE – Con i cambiamenti climatici che stiamo vivendo e le loro conseguenze sempre più catastrofiche è importantissimo far conoscere a più persone possibili quelle che sono le soluzioni green da poter attuare. Per questo motivo il gruppo di Ecofuturo Festival ha lanciato il progetto EXCO. EXCO è nata come una fiera virtuale, ma adesso è tornato sotto forma di fiera ibrida incentrata sulle eco-innovazioni tecnologiche e le energie rinnovabili.

Perchè il bisogno di EXCO una fiera ibrida sull’eco-innovazione

A causa delle restrizioni in vigore, per contrastare la pandemia in atto, gli eventi in presenza sono stati cancellati. Il gruppo di Ecofuturo Festival ha voluto quindi lanciare, in collaborazione con Advepa Communication  una fiera virtuale. Questo nuovo progetto è un passo molto importante per il mondo delle energie rinnovabili e dell’innovazione tecnologia.

EXCO ha costituito un nuovo modo di fare fiera e rispondere a numerose necessità. Il concept sviluppato da Ecofutura è nato in risposta alle esigenze attuali, ma le caratteristiche migliori che lo contraddistinguono potranno tornare molto utili anche in futuro. Allestire fiere virtuali in parallelo a quelle in presenza permette di far conoscere l’ambiente ad un maggior numero di persone. Gli eventi online sono infatti maggiormente accessibili e permettono di abbattere le barriere dovuta alle distanze geografiche. Grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie l’esperienza vissuta all’interno della fiera rimane però pressoché la stessa.

Per questo dopo la prima esperienza si è scelto di dare vita alla versione 2.0 di EXCO in occasione della sua ottava edizione. Infatti dal 13 al 17 luglio 2021 al Fenice Energy Green Park di Padova sarà possibile partecipare in presenza alla fiera. Allo stesso tempo però le dirette streaming permetteranno di seguire l’evento anche in virtuale, da ogni parte del mondo e in qualunque momento. Gli eventi virtuali saranno inoltre fruibili tutto l’anno 24h su 24h. Nasce così EXCO la fiera ibrida sull’eco-innovazione.

Importanti novità per EXCO la fiera ibrida sull’eco-innovazione

Le novità che il team di Ecofuturo e Advepa hanno messo in campo non riguardano solo il nuovo formato di fiera ibrida. L’idea di partenza era che la fiera ibrida Exco sull’eco-innovazione fosse ancora più accessibile, per questo è nata una app apposita.

"Per realizzare questo scopo, sono state innovate le modalità di navigazione in fiera e concretizzata una App che sarà disponibile su Android e Ios sin dal primo giorno del Festival Ecofuturo 2021. Uno strumento che consentirà di accedere ad EXCO da mobile e interagire con le stesse funzionalità del computer. Questo aprirà un ulteriore bacino di utenze, disponibili a seguire online eventi di formazione e sessioni, e cercare le aziende da contattare dei vari settori. Altra novità che conferma l’investimento sulla fiera come punto di crescita anche della rete di Ecofuturo, è il trasferimento dell’intera fiera nei software per l’utilizzo di visori 3D come gli Oculus. Già a Padova, al Festival, chi sarà presente potrà provare sulla propria pelle in uno stand dedicato l’esperienza di percorrere i padiglioni della fiera entrando con i visori in 3D in un’esperienza virtuale completa e a 360°. La presenza della fiera sui visori consentirà a chiunque li possegga di visitare EXCO in prima persona, immerso completamente nella fiera, ma anche di vedere da vicino i modelli 3D che saranno inseriti negli showroom delle aziende.Le aziende potranno invitare i propri clienti al festival e far loro vivere questa esperienza innovativa e coinvolgente oppure scaricarla direttamente sul proprio supporto.”

Non solo innovazione, ma anche tanta sostenibilità

EXCO è una fiera al 100% sostenibile. I prodotti che vi troveremo all’interno sono tutti rivolti ad aiutare la popolazione a compiere una svolta green. Il tutto parte dall’allestimento della fiera stessa. L’essere online gli permette di essere maggiormente sostenibile ed economica permettendo di fare scelte ancora più sostenibili anche per l’esperienza in presenza. Ecofuturo si è impegnata molto affinché i suoi sostenitori non rimpiangessero gli eventi del passato. Adesso non resta che partecipare.